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Dalla solitudine all’amore

In un pomeriggio di Giugno mentre ero seduta ad un parco-giochi arriva tra le mie mani il libro della Dottoressa Letizia Cingolani. Un dono. Un dono prezioso. In un attimo senza che io lo capissi l’autrice aveva posato tra le mie mani quella che era la sua più sentita esperienza.
Dalla solitudine all’amore è una testo breve di centodiciassette pagine dentro il quale si racchiudo forti emozioni, le stesse emozioni dell’autrice. Letizia è qui doppia protagonista: da una parte per la prima volta si cimenta nella stesura di un libro, seppur da anni scrive articoli per la rivista «Persone e società», dall’altra, lungo le pagine, narra con sentimento la sua prima esperienza professionale e l’incontro con Grazia.
In genere siamo abituati a catalogare psicologi e psichiatri come dei medici che si occupano della nostra mente, in grado di ascoltare e di non elaborare, in grado di aiutare e non di essere aiutati. Secondo il credo comune essi riescono a guardare noi esseri comuni in maniera obiettiva e, soprattutto, sono in grado di alzare un muro tra la loro postazione e il divano sopra il quale per costante rappresentazione cinematografica si siedono i pazienti. Dimentichiamo che dietro ad ogni specialista c’è un essere umano che attraversa un determinato periodo della sua vita e che a volte grazie all’esperienza che ascolta, mentre cerca di aiutare il suo paziente, un po’ cresce anche lui come medico e come uomo o donna… perché il lavoro dello psicologo “ti consente di entrare ogni giorno in mondi diversi, indossare per un po’ i panni altrui e poi tornare alla realtà, che nel frattempo ne risulta arricchita”.
Letizia per esigenze legate alla sua laurea specialistica si avvicina a Grazia, una paziente schizofrenica. Durante la lettura delle pagine che scorrono lungo i mesi che vanno da Settembre a Giugno si disegnano i vari incontri tra la dottoressa e la paziente, tra una giovane donna e una donna adulta dalle ali spezzate e lo sguardo velato, incontri che porteranno dalla solitudine all’amore. E proprio durante uno dei loro incontri la mente di Letizia è attraversata da quella “quella strana idea” e mentre mette in moto la sua automobile e guarda fissa la casa di Grazia pensa: «Chissà, magari un giorno lo scriverò io un libro su di te».

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